C’è un dato politico evidente a tutti. Anche in una fase in cui l’azione del governo, specialmente sul versante domestico, non appare brillantissima, le opposizioni si presentano divise, disarticolate, prive di un “ubi consistam” programmatico e forse perfino valoriale, meno che mai di una guida riconosciuta e legittimata, in ultima analisi non dotate di ciò che servirebbe per entrare in partita.
E allora cosa rimane? Realisticamente lo vedremo nella settimana del 25 aprile: le rituali strillate contro il fascismo, alle quali la stragrande maggioranza degli italiani preferirà una gita primaverile fuori porta.
Ironia a parte, in queste condizioni sarà sempre più difficile, alla vigilia del voto politico, “riammucchiare” tutto in fretta e furia “contro le destre”. Per quanto aiutati dalla polarizzazione, i capi e i sottocapi della sinistra dovranno faticare non poco per convincere gli elettori del carattere non episodico e improvvisato di quel “fronte” messo su in fretta e furia all’ultimo momento.
