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Gas, il divorzio da Mosca senza tracolli, l’Italia è autonoma
Di Giuliana Mastri
Quando tre anni fa scoppiò la guerra in Ucraina, una delle preoccupazioni più grandi in Italia era uscire indolore, più che dal conflitto, dal ridisegno delle forniture di gas. Ad oggi, almeno sul piano logistico (i prezzi sono un problema più articolato), l’Italia ci sta riuscendo. Il Paese non è rimasto a corto di energia ed ha aumentato i flussi derivanti da altre nazioni come Algeria e Azerbaijan. Facendo affidamento anche su una quota di gas liquefatto.
Nella sostanza, il volume di gas russo sul totale del fabbisogno, che fino al 2021 era il 40%, è stato sostituito con successo. Nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato pubblicamente che in caso di pace con la Russia si potrebbe ricominciare a comprare il gas da Mosca. Secondo gli analisti è difficile che gli acquisti dalla Russia tornino ai livelli precedenti. Cerchiamo ora di capire perché potremmo evitare.
Per quanto riguarda i rigassificatori, imprescindibili se si acquista gas liquefatto, ad aprile entrerà in funzione quello di Ravenna. Mentre nel 2024 sono partiti i cantieri per rafforzare la linea di trasporto adriatica, sull’asse Sestino-Minerbio, Foligno-Sestino e Sulmona-Foligno, oltre alla centrale di compressione di Sulmona. Grazie a questi interventi la capacità di trasporto, tra il 2026 e il 2027, passerà a 150 milioni di metri cubi al giorno. Obiettivo annuo 10 miliardi di metri cubi in più. Snam ha comprato due navi rigassificatrici e si conta che in virtù dell’apporto di Ravenna sarà possibile coprire l’intera quota che era di gas russo.
L’Italia ha poi aumentato la sua capacità di esportare gas mediante il flusso inverso con la centrale di compressione di Malborghetto, che manda gas dall’Italia all’Austria. Aumento da 6 miliardi di metri cubi a 9 l’esito. La capacità massima di export è di 16 miliardi di gas includendo anche lo snodo di Passo Gries.
Per ora lo stoccaggio del gas non preoccupa e nel 2024 ha raggiunto livelli molto rilevanti. La sfida attualmente è limitare la volatilità sul mercato.
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