Politica

Cdm, riforma dell’accesso a medicina, ok al primo decreto attuativo

28
Marzo 2025
Di Giampiero Cinelli

L’ultimo Cdm ha svolto l’esame definitivo della riforma dell’accesso alla facoltà di medicina. Via libera al primo decreto attuativo che attua la delega per l’addio ai test d’ingresso. Abolito dal prossimo anno accademico 2025/2026, in previsione di un semestre ad accesso libero senza numero chiuso. Alla fine del semestre però c’è un filtro. Come ha spiegato oggi il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, «i crediti formativi che dovranno essere conseguiti nei primi sei mesi, per sperare di andare avanti, dovranno essere almeno 18. Si potrà tentare di superare il ‘semestre filtro’ non più di tre volte. La riforma prevede l’iscrizione obbligatoria e gratuita ad un secondo corso di laurea dell’area di Scienza della Salute: gli studenti che si iscriveranno a Medicina dovranno iscriversi contemporaneamente ad un altro corso di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria. L’iscrizione al secondo corso di laurea è gratuita relativamente al primo semestre.

Lo studente mantiene comunque la facoltà di iscriversi a un corso di studio al di fuori dell’area di Scienze della Salute». Per Bernini il superamento del numero chiuso nel primo semestre, porterà a un aumento di 30.000 studenti, calcolando dal 2023 nell’arco dei successivi 7 anni.

Graduatorie e sedi
Ulteriori specifiche sulla modalità di formazione della graduatoria saranno contenute in un successivo decreto ministeriale. L’uniformità di giudizio sarà comunque garantita con la previsione di esami standardizzati a livello nazionale e l’adozione dei più elevati modelli internazionali di valutazione. Lo studente in posizione utile nella graduatoria nazionale potrà proseguire gli studi nello stesso ateneo dove ha sostenuto il primo semestre o in diversa sede sulla base della disponibilità dei posti. In questo secondo caso sarà lo stesso studente a indicare, secondo un ordine di preferenza, fino a 5 sedi dove intende proseguire il secondo semestre. Nel caso in cui lo studente non superi gli esami o non ottenga voti sufficienti per l’inserimento nella graduatoria nazionale in posizione utile, potrà proseguirà il percorso di studi nell’altro corso scelto al momento dell’iscrizione. Infine, in questa prima fase, le nuove regole non riguardano i corsi di laurea in lingua inglese.

Riforma della cittadinanza
Altra novità del Cdm è il varo della riforma della cittadinanza. Con un decreto legge e due disegni di legge, ha spiegato Tajani, «cambia la situazione perché prevede che gli italo-discendenti nati all’estero saranno cittadini italiani automaticamente, dopo aver dimostrato di esserlo, solo per 2 generazioni. “Gli italo-discendenti avranno automaticamente la cittadinanza se nascono in Italia oppure se prima della loro nascita uno dei loro genitori cittadini ha risieduto per almeno 2 anni continuativi nel nostro Paese. I nuovi limiti – ha chiarito Tajani – si applicano a prescindere dalla data di nascita: resterà cittadino chi è stato riconosciuto tale in precedenza o sarà tale sulla base di una domanda presentata entro la mezzanotte di ieri, 27 marzo”. Dalla mezzanotte di ieri – ha aggiunto – non si può più chiedere la cittadinanza con le vecchie regole».

Il riordino delle strutture
Va inoltre precisato che i residenti all’estero non si rivolgeranno più ai consolati, ma ad un ufficio speciale centralizzato alla Farnesina. Ci sarà un periodo transitorio circa di un anno per l’organizzazione dell’ufficio. L’intento è rendere più efficienti le procedure, con economie di scala evidenti. I consolati dovranno concentrarsi sull’erogazione dei servizi a chi è già cittadino e non più a “creare” nuovi cittadini. Il provvedimento contiene infine altre misure per migliorare e modernizzare l’erogazione dei servizi: legalizzazioni, anagrafe, passaporti, carte d’identità valide per l’espatrio. Inoltre si prevedono misure organizzative per mettere la struttura della Farnesina sempre più al servizio dei cittadini e delle imprese.

Novità sui centri migranti
Anche l’immigrazione tra le questioni del Consiglio dei ministri, che ha deciso la regola secondo cui anche i migranti irregolari in Italia potranno essere portati anche nel Centro di permanenza per il rimpatrio in Albania, come in qualsiasi altro Cpr. «L’approvazione del dl ci consentirà di dare immediata riattivazione del centro di Gjader che non perde le sue funzioni e non viene snaturato, tutt’altro», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa, spiegando: «Abbiamo approvato la relazione annuale sui paesi di origine sicura che è funzionale alla riapertura a breve del centro anche per le procedure accelerate di frontiera. Nel frattempo contiamo di renderlo operativo aprendo alla possibilità di trasferirvi dall’Italia persone che sono già destinatarie di provvedimento di espulsione e di trattenimento presso un Cpr».