L’Africa nel 2050 può raggiungere una popolazione di 2,5 miliardi di abitanti. E già oggi sarebbe folle non iniziare a occuparsene politicamente, non solo nella logica della sicurezza territoriale. Questo Forza Italia lo ha ribadito oggi in un convegno nella sede dell’Ufficio italiano del Parlamento Europeo, iniziativa a cui ha partecipato il ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani.
Relazioni costruttive
Essenziale che l’Italia risponda attivamente alle richieste di cooperazione provenienti da questa regione per evitare che altri attori, come Cina, Russia e Iran, occupino questo spazio. Il ministro conta di fare leva sulla buona percezione dell’Italia da parte degli africani: «Io sono convinto, e i miei amici africani possono confermare, che l’Africa vuole la nostra presenza. Il problema è non dimostrare disinteresse, ma rispondere positivamente ai messaggi che ci arrivano dal continente», ha dichiarato Tajani.
Tajani ha inoltre evidenziato come l’Italia abbia saputo costruire relazioni basate sul rispetto e sulla collaborazione, evitando i conflitti che hanno caratterizzato la presenza di altri Paesi in Africa. «Gli italiani e le loro istituzioni non sono stati presi di mira in Niger, nella Repubblica Democratica del Congo o in Sudan» ha affermato, sottolineando il valore di un approccio non predatorio e lontano da logiche neocoloniali.
Un esempio di cooperazione concreta è l’accordo recentemente raggiunto con l’Egitto nel settore agricolo, che potrebbe fungere da modello per altre collaborazioni. Particolare attenzione è stata inoltre posta sulla necessità di affrontare la crisi sanitaria africana, con l’obiettivo di produrre vaccini direttamente nei Paesi del continente per ridurre il tasso di mortalità infantile.
Infrastrutture e innovazione per collegare i due continenti
Un elemento chiave della cooperazione italo-africana è rappresentato dalle infrastrutture digitali. Un progetto innovativo in questo ambito è il cavo di fibra ottica sottomarina sviluppato dalla joint venture Unitirreno, che collegherà Mazara del Vallo a Genova passando per Roma-Fiumicino e Olbia. Questa infrastruttura non solo potenzierà la connettività interna italiana, ma posizionerà l’Italia come snodo cruciale per il transito dei dati tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Anche il settore fieristico si apre al continente africano: le manifestazioni Ecomondo e KEY The Energy Transition Expo, dedicate alla tecnologia e alla sostenibilità, verranno promosse in Africa e Medio Oriente grazie alla collaborazione tra Italian Exhibition Group (IEG) e Confindustria Assafrica & Mediterraneo. L’edizione 2025 di Ecomondo si terrà a Rimini dal 4 al 7 novembre e sarà presentata ufficialmente il 5 febbraio a Roma.
L’Italia come ponte tra Europa e Africa
L’Africa è da sempre una priorità strategica per l’Italia, come confermato da Deborah Bergamini, vicepresidente della delegazione italiana al Consiglio d’Europa e responsabile del dipartimento Esteri di Forza Italia. «Oggi il governo italiano vuole davvero guidare un processo di ulteriore rafforzamento della cooperazione tra gli Stati africani e l’Unione Europea», ha dichiarato, evidenziando il ruolo chiave del Piano Mattei. «Il nostro rapporto con l’Africa è di partenariato: non siamo regimi autoritari che si rivolgono ai Paesi africani con intenti predatori, ma democrazie, Paesi liberi che vedono i Paesi africani come partner per crescere insieme».