Economia

Istat, inflazione al 2% su base annua. Lo zampino dell’energia

31
Marzo 2025
Di Giuliana Mastri

A marzo l’inflazione in Italia ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2% su base annua. Secondo le stime provvisorie dell’Istat, si tratta di un’accelerazione rispetto a febbraio, quando i valori si attestavano rispettivamente a +0,2% e +1,6%.

L’incremento è dovuto principalmente alla ripresa dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che sono tornati in territorio positivo dopo mesi di calo, passando dal -1,9% al +1,3%. Anche il rincaro dei tabacchi (+4,6% rispetto al +4,1% di febbraio) e degli alimentari non lavorati (+3,3% contro il precedente +2,9%) ha contribuito alla crescita. Tra gli altri settori in rialzo figurano le comunicazioni (+0,8%), i servizi legati al tempo libero e alla cura della persona (+3,3%) e i beni durevoli, i cui prezzi hanno ridotto la loro flessione (da -1,5% a -1,2%).

Tuttavia, alcune voci di spesa hanno mostrato segnali di raffreddamento. I prezzi dell’energia regolamentata, pur rimanendo elevati, hanno registrato un rallentamento dell’incremento (+27,3% rispetto al +31,4% di febbraio). Anche i servizi di trasporto hanno visto una lieve frenata, con una crescita annua che è scesa dal +1,9% al +1,6%.

Dal punto di vista congiunturale, l’aumento mensile dell’inflazione è stato determinato soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e dei servizi di trasporto (+1,2% per entrambi), oltre che dai rincari nel settore dei tabacchi, del tempo libero e delle comunicazioni. Questi aumenti sono stati solo parzialmente compensati dal calo dei prezzi dell’energia regolamentata (-2,4%) e degli alimentari freschi (-0,4%).

Guardando all’andamento annuo, il costo dei beni di prima necessità, come alimentari, prodotti per la casa e la persona, è aumentato del 2,1%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno registrato un incremento dell’1,9%. L’inflazione dei beni ha accelerato rispetto al mese precedente, passando da +1,1% a +1,7%, mentre quella dei servizi è rimasta stabile al +2,4%. Di conseguenza, il divario inflazionistico tra beni e servizi si è ridotto, scendendo a 0,7 punti percentuali rispetto agli 1,3 punti di febbraio.

L’inflazione di fondo, che esclude i beni energetici e gli alimentari freschi, è rimasta stabile al +1,7%, mentre quella depurata dei soli beni energetici ha registrato un lieve incremento (+1,8%). L’inflazione acquisita per il 2025 si attesta al +1,4% per l’indice generale e al +0,9% per la componente di fondo. Infine, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene conto delle variazioni legate ai saldi stagionali, ha segnato un aumento dell’1,6% su base mensile e del 2,1% su base annua, in crescita rispetto al +1,7% di febbraio.

In sintesi, l’andamento dei prezzi a marzo evidenzia un’accelerazione dell’inflazione, guidata principalmente dalla ripresa del comparto energetico e dai rincari in alcuni settori di consumo, mentre alcuni comparti mostrano segnali di rallentamento.

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