La rigenerazione urbana è un tema tornato in primo piano nel contesto attuale del Pnrr e di un’Europa che deve continuare a spingere per lasciarsi definitivamente alle spalle lo squilibrio post-pandemico. Proprio in queste ore l’annuncio, a vantaggio dell’Italia, del finanziamento di 818 misure, per Comuni e Città Metropolitane, con 4,5 miliardi di Fondi Coesione. Nei progetti rientrano la tramvia di Firenze, il completamento del piano di raccolta differenziata a Bari e la realizzazione del Parco del Castello.
Ma in generale si stima che la rigenerazione urbana possa valere in 25 anni, fino al 2050, 660 miliardi di euro e la volontà di liberare investimenti c’è tutta. Motivo per cui oggi vanno fatti ragionamenti accurati su come gestire il processo, a livello non solo normativo ma anche di indirizzo e principio. La Commissione Ambiente del Senato sta infatti lavorando a un testo unificato.
«Sulla rigenerazione urbana il lavoro è a 360 gradi e sono stati fatti dei provvedimenti, ma c’è esigenza di un testo unico, con strumenti come ad esempio la demolizione e ricostruzione di singoli lotti, con un indirizzo nazionale che vada oltre la normativa regionale. Un tema complicato per le possibili sovrapposizioni. La proposta a mia firma cerca una visione d’insieme. Nel nostro progetto l’approccio è integrato, pensando ai beni immateriali e ad incubatori di lavoro per le periferie. Il nostro disegno propone anche un Fondo da rifinanziare ogni anno in base alla disponibilità di bilancio per le necessità urbane, risorse slegate dai fondi europei e dalle Zes che pure restano. Fondamentale poi trovare la giusta sintesi col privato, a cui dare spazio evitando però una liberalizzazione eccessiva, serve infatti anche la riforestazione ed è fondamentale il tema dell’accesso alla casa per le fasce medio-basse. Per quello ci vuole un piano di edilizia residenziale pubblica», ha detto Andrea De Priamo, Senatore di Fdi e membro della Commissione Ambiente, a Largo Chigi, un format di Urania Tv.
Per Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa, intervenuto a Largo Chigi «Il tema della rigenerazione urbana necessita di un patto tra professionisti e imprese, con la finalità di creare lavoro e sviluppo. Questa sfida ci deve vedere uniti: i professionisti per la fase di progettazione e le imprese per quella di concretizzazione. Questo presupposto è fondamentale per vincere la complessa sfida della trasformazione delle nostre città, il testo unico in discussione nella commissione Ambiente del Senato è basato su questa logica di cooperazione, per questo ne condividiamo la natura. I professionisti sono le figure che garantiscono la qualità della progettazione, per questo ci battiamo da tempo anche per il riconoscimento dell’equo compenso. I professionisti sono gli unici in grado di accompagnare i processi di rigenerazione urbana adeguandoli alle tecniche più innovative e nel rispetto delle normative sismiche e quelle legate all’efficientamento energetico».
Il punto di vista, a Largo Chigi, anche di Agostino Santillo, deputato M5S in Commissione Ambiente: «La rigenerazione urbana è un obiettivo che, tra l’altro ci viene sollecitato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu e dalla legge europea per la neutralità climatica. È ormai una necessità ma occorre mettersi d’accordo sulla sua definizione: lo stesso tavolo politico incardinato nella Commissione Ambiente al Senato dovrebbe confrontarsi su questo: non solo lotta al consumo di suolo ma anche tutta una serie di interventi coordinati, sia urbanistici che socio-economici e culturali, con una valutazione dell’impatto degli interventi svolti». Santillo ha aggiunto: «Anche nel campo della edilizia residenziale, occorre partire da una proposta di visione. In questo senso, siamo l’unica forza politica ad aver presentato un piano per l’edilizia pubblica e sociale che mira a dare una qualità dell’abitare alle persone e non solo un tetto sulla testa. C’è dunque un tema di servizi e di partenariato pubblico-privato anche per effettuare il necessario monitoraggio degli edifici esistenti».
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